Un miliardo di liquidità per le imprese. Tutti i numeri del P2P Lending italiano nel 2018

Il settore ha proseguito la sua crescita vertiginosa mentre le banche hanno tagliato i prestiti alle imprese di 40 miliardi (secondo Bankitalia). L’Italia si conferma il mercato più ampio e a più rapido incremento in Europa Continentale e BorsadelCredito.it consolida il suo posto sul podio delle top three

Oltre 250 milioni di euro erogati nell’ultimo trimestre (+90% anno su anno) e 763 milioni nell’anno (+125% rispetto al 2017): un 2018 ben sopra le aspettative per il P2P lending, grazie a cui il mercato oggi vale 1,2 miliardi, ben oltre il miliardo stimato a metà anno dai più importanti analisti. Un miliardo è il valore del solo sotto segmento dei prestiti alle imprese. I dati sono quelli che fornisce periodicamente P2P Lending Italia e evidenziano l’importanza crescente che la disintermediazione dei prestiti sta acquisendo nel panorama italiano.

Le buone notizie non finiscono qui: il miliardo di euro prestato dal FinTech alle nostre aziende è un valore che rappresenta solo una piccola frazione rispetto alle esigenze di finanziamento delle stesse. Sono circa 50 i miliardi di euro di micro prestiti, che per le banche non sono convenienti perché non offrono margine, ma che in tempi di persistente credit crunch – come dimostrano i dati di Unimpresa – continuano a essere una necessità per il nostro tessuto imprenditoriale.
Secondo il report dell’Associazione, che si basa sui numeri di Bankitalia, nel 2018 i prestiti alle PMI si sono contratti di 40 miliardi di euro (-4,89%) nonostante l’aumento di 3 miliardi dei finanziamenti a medio termine. In compenso, le rate non pagate (sofferenze) si sono ridotte: nell’ultimo anno si è registrata una diminuzione di oltre 53 miliardi (-30,62%), da 173 miliardi a 120. “Siamo preoccupati: dopo il quantitative easing di Mario Draghi, vediamo solo il buio. La situazione in banca, per le imprese italiane, è già grave e potrebbe peggiorare ulteriormente quando termineranno le misure straordinarie di politica monetaria attuate dalla Banca Centrale Europea”, così dichiara il vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci.

Noi, invece, non vediamo il buio, ma un’alternativa: ovvero il marketplace dei prestiti online. Per tornare ai dati di P2P Lending Italia, il supporto finanziario alternativo per le imprese ha un valore complessivo di 995,5 milioni, di cui 88,3 milioni relativo al segmento dei prestiti e 907,2 milioni all’invoice trading.
Nel trimestre i volumi erogati dal segmento dell’anticipo fatture sono balzati a 210,4 milioni (P2P Lending Italia censisce CashMe, Credimi, Fifty, Workinvoice): +47% rispetto al trimestre precedente e +94% rispetto al quarto trimestre del 2017.
Il segmento prestiti alle imprese ha erogato quasi il doppio rispetto a un anno fa: 18.3 milioni nel trimestre, con un aumento del 44% rispetto al trimestre precedente e dell’86% in confronto al quarto trimestre 2017.

I prestiti erogati alle imprese nel trimestre sono stati 90, con un ticket medio di 203mila euro, mentre sono state finalizzate 12.082 operazioni di anticipo fattura. Entrambi i dati sono molto significativi: la dimensione media dei prestiti aumenta così come il numero delle operazioni di invoice trading perché aumenta la fiducia delle imprese verso gli strumenti di cui parliamo. E si tratta di segnali importanti di maturazione di un settore che può fare da volano a una ripresa economica che ancora fa fatica a manifestarsi.

L’Italia si conferma uno dei paesi in Europa con il maggiore tasso di crescita per il P2P Lending e data la situazione attuale si prevede un 2019 ancora più brillante – e noi siamo d’accordo. A maggior ragione se osserviamo i numeri del resto dell’Europa: il Vecchio Continente (ex Regno Unito) ha originato cumulativamente tra lending alle PMI e invoice trading 1,624 miliardi di euro di prestiti, dato calcolato dal più importante provider europeo del comparto (qui). Nonostante le diversità il nostro paese spicca decisamente in termini di volumi e non solo: a fine anno BorsadelCredito.it è risultata essere il terzo operatore nei prestiti alle PMI in Europa ex Regno Unito, con una quota di mercato dell’11,7%, grazie all’erogato di 52,4 milioni raggiunto a fine 2018.  Il futuro non può che essere luminoso.

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