Monthly Archives: Aprile 2021

È tempo di ricostruzione post bellica: ecco come le PMI possono ripartire

Ripresa PMI

Le PMI hanno tenuto, grazie alla solidità acquisita pre-crisi. Ma il livello tra debiti finanziari e MOL è sui livelli di guardia. E dunque è il momento di agire ripristinando la fiducia degli imprenditori che devono investire e facendo fluire liquidità al sistema attraverso una massiccia defiscalizzazione dell’economia reale

A cura di Antonio Lafiosca, Co-Founder & Chief Operating Officer di BorsadelCredito.it

È tempo di ricostruzione post bellica. Che passi per la massiccia defiscalizzazione dell’economia reale da un lato ma anche degli investimenti, tutti, nell’economia reale. È una via quasi obbligata per consentire alle PMI di investire e ristrutturarsi in vista della ripresa, che potrebbe anche essere, finalmente, alle porte.

BorsadelCredito.it: nuova cartolarizzazione da 200 milioni con Azimut e Banca Valsabbina per sostenere le imprese

sostegno

Dopo la cartolarizzazione da 100 milioni di settembre, facciamo il bis (e raddoppiamo) nell’ambito del progetto “Slancio Italia”. Per le piccole e medie imprese prestiti della durata massima di 6 anni, con 1 anno di preammortamento, e un importo variabile dai 50.000 a 1.500.000 euro con garanzia fino al 90% del Fondo Centrale di Garanzia

BorsadelCredito.it non si ferma. E annuncia una nuova cartolarizzazione per aiutare le piccole e medie imprese ad affrontare e superare la crisi legata alla diffusione della pandemia.

Stato di salute delle PMI: dopo un anno la situazione non è migliorata

PMI covid crisi

Che fare? Bisogna sciogliere il nodo liquidità, che è ciò che continua a mancare tra lockdown che ancora affaticano certi settori e una campagna vaccinale che stenta. Ma serve anche più azione da parte delle imprese, che devono ricominciare a investire per ristrutturarsi in vista del ritorno alla normalità che inevitabilmente arriverà

La crisi per le PMI continua. Una conseguenza prevedibile di un 2021 che è iniziato tra nuovi lockdown e contagi in aumento e un piano vaccinale che procede al rilento.

Ci siamo occupati per un anno – e giustamente – della salvaguardia della salute pubblica, sacrificando attività economiche e culturali. A guardare però oggi lo stato di salute delle PMI viene da pensare che forse si sarebbe dovuto fare anche altro. Non che non sia stato fatto: i prestiti garantiti del Decreto liquidità, i ristori e i sostegni: forse era il massimo possibile, ma non è stato abbastanza.

PSD2, a che punto siamo?

open banking

Qualcosa si sta muovendo sul fronte open banking, ma la strada è ancora lunga: dopo l’hype iniziale, il processo ha rallentato e ad oggi è ancora difficile ottenere licenze in Italia. Così quella che si presenta come – ed è – una grande rivoluzione non ha ancora mostrato in pieno tutte le sue potenzialità. Ecco perché dobbiamo correre ai ripari

A cura di Antonio Lafiosca, Co-Founder & Chief Operating Officer di BorsadelCredito.it

Quando a metà settembre 2019 la direttiva europea sull’open banking è entrata in vigore nel nostro Paese, nessuno aveva idea di quello che da lì a sei mesi sarebbe successo: l’esplosione dell’emergenza pandemica e i conseguenti lockdown che hanno spinto l’esigenza di digitalizzazione dei servizi – quelli bancari e finanziari compresi – perché fossero fruibili anche da remoto. Avere a disposizione uno strumento potente come la PSD2 avrebbe dovuto avvantaggiarci come sistema-paese su questo fronte. Ma non è avvenuto.