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Banca Valsabbina entra in BorsadelCredito.it: inizia l’era dell’integrazione banche-FinTech

Integrazione_banche_fintech

L’acquisto sul secondario dell’8,3% (aumentabili al 9,9%) della holding di controllo Business Innovation Lab segna una pietra miliare nella storia del lending italiano. Ed è significativo che a compierla sia una banca territoriale: il segnale che ormai è chiaro anche alla finanza tradizionale che la tecnologia sia il vero fattore abilitante del business nel prossimo futuro. Oltre che un modo per servire meglio l’economia reale

Il FinTech italiano è entrato nella sua fase 2.0. Lo avevamo annunciato a più riprese, evidenziando come il Covid avesse funzionato da acceleratore per il nostro business nativamente digitale, mettendo a nudo le debolezze delle procedure farraginose e fisiche delle banche tradizionali. La conseguenza è inevitabilmente l’integrazione tra banche e FinTech che nel mondo anglosassone è già in fase avanzata ma in Italia è al suo anno zero.

Di cosa hanno bisogno le imprese (e come possiamo aiutarle)

Imprese Bisogni Fintech Banche

La fine delle moratorie è stata rimandata alla fine dell’anno. Una boccata d’ossigeno per le imprese italiane, che però devono iniziare a pensare a come affrontare il 2022. Allo stesso tempo, anche le banche devono prepararsi perché rischiano di essere travolte dalle insolvenze. Il fintech in questa situazione si pone come soggetto intermedio tra le imprese e le banche. Vediamo come.

La proroga a fine anno dei sussidi di Stato lascia ancora un po’ di respiro alle imprese italiane, anche se il rischio è che gli resti il fiato corto, se non si danno da fare per prepararsi al 2022. Ma nella slavina rischiano di finire anche le banche, perché emergeranno le insolvenze insabbiate dalla necessità di ammorbidire le regole e contestualmente entrerà in vigore la nuova Basilea che impone requisiti regolamentari stringenti. Se ognuno non fa la sua parte il rischio è grosso per il sistema.

Il FinTech? Il service delle banche, soprattutto al Sud

sud italia fintech lending

Anche nel meridione del Paese arriva il lending disintermediato e non fa più paura. Né agli imprenditori, che ne hanno sperimentato l’efficacia in pandemia, né alle banche, che lo iniziano a vedere come abilitatore del cambiamento necessario. 

A cura di Andrea De Luca, Area Manager Sud Italia di BorsadelCredito.it

Nate in contrasto con il sistema finanziario tradizionale, per dimostrare che la tecnologia poteva riprodurre le procedure delle banche in maniera più efficiente e conveniente, le società fintech sono pronte per diventare il service delle loro antiche rivali. Ex rivali che le hanno guardate con sospetto e aria di scherno all’inizio, ormai un quinquennio fa, e oggi invece le vedono come abilitatori di un cambiamento necessario. 

FinTech: uno strumento per democratizzare la finanza e raggiungere le fasce di popolazione sottobancarizzate (abbattendo la povertà)

inclusione sociale in finanza

È uno dei 17 obiettivi di sostenibilità dell’Onu ed è in cima all’Agenda europea 2030: abbattere la povertà. La via maestra è aumentare l’inclusione finanziaria dell’1,3 miliardi di persone che hanno scarso o nullo accesso ai servizi delle banche tradizionali. Il Fintech con il suo corredo di tecnologia può aiutare e l’anno 2020 lo ha dimostrato nei fatti

Nell’anno 2020 è emerso con chiarezza il potenziale della digitalizzazione. In ogni campo e anche in quello finanziario. Ma il 2020 è stato anche un anno in cui milioni di persone – soprattutto vicine alla soglia di povertà e anche nel mondo occidentale – si sono dovute confrontare con sfide finanziarie senza precedenti, sfide che il FinTech ha contribuito in maniera determinante a superare e in parte a vincere.

Lending as a service: la prossima frontiera del FinTech

lending fintech

Nella banca invisibile, per dirla con le parole di Kpmg, entra anche il Laas: il lending as a service. Ovvero la possibilità di fornire servizi di prestiti in maniera automatica ed efficiente, integrando la tecnologia che il FinTech è sempre più in grado di condividere. Ecco perché nel 2024 il mercato raddoppierà e quali sono i vantaggi per le aziende clienti e per le banche

Il Lending as a service (Laas) è una delle ultime tendenze del FinTech e sarà la prossima frontiera della finanza tecnologica e tradizionale. Secondo un report di LendIt questo settore raddoppierà negli Stati Uniti e nel Regno Unito entro la fine del 2024, passando dai 2.615 milioni di dollari nel 2017 a 5.580 milioni.

Azim, il token di Azimut. L’economia reale viaggia su blockchain: la democratizzazione degli investimenti è abilitata dal FinTech

blockchain

Dietro al prodotto rivoluzionario di Azimut, Azim (una rappresentazione digitale di prestiti alle pmi, che diventano accessibili anche al retail), c’è la tecnologia proprietaria di BorsadelCredito.it. Ecco perché il FinTech è fattore abilitante della finanza 2.0, che rende più democratici gli investimenti

A cura di Antionio Lafiosca, Co-founder e Chief Operating Officer di BorsadelCredito.it

I prestiti alle pmi viaggiano e si scambiano sulla blockchain. È la nuova frontiera degli investimenti, la cartolarizzazione digitale di un asset finanziario, annunciata nei giorni scorsi da Azimut come prima assoluta mondiale per una Sgr: si tratta di una buona notizia, perché parliamo di un esperimento finanziario di frontiera e, per una volta, è avvenuto in Italia.

FinTech, cosa significa? La rivoluzione tecnologica della finanza

“cosa significa e cos’è il Fintech”

Si sente sempre più spesso parlare di FinTech. Una parola entrata nell’uso comune per chi mastica di finanza: ma cosa significa? Partiamo dalla radice del termine stesso: “fin” come finanza e “tech” come tecnologia, in Italiano potremmo tradurlo con “tecnofinanza”.

La tecnofinanza – o FinTech – indica, letteralmente, l’applicazione della tecnologia alla finanza,per renderne i processi più snelli e personalizzare i prodotti in base alle esigenze dell’utente finale. La tecnologia rende possibile, inoltre, aprire nuovi mercati abbattendo i costi di gestione di diversi servizi e rendendoli accessibili a fasce più ampie di utenti.

Cinque trend FinTech del 2020 (che segneranno anche il 2021)

Il 2020 è stato un anno duro, ma che ha segnato una volta per tutte l’inizio di una nuova fase per il FinTech, quella della maturità. Una fase in cui la collaborazione con le banche sarà sempre più frequente, gli sportelli tradizionali spariranno, la tecnologia renderà più efficienti i business e gli e-commerce cresceranno esponenzialmente

Siamo arrivati alla fine di quest’anno complesso e inaspettato, difficile e nello stesso tempo carico di insegnamenti. Ne faremo tesoro, ricordando che per sopravvivere è necessario adattarsi. Lo abbiamo fatto nelle nostre vite quotidiane, nel business, nelle abitudini relative ai consumi e allo svago. Abbiamo accettato di cambiare e sarà questo che ci consentirà di arrivare a fine corsa più forti di prima.

La Fintegration è finalmente realtà

Ci voleva una pandemia per dare slancio al processo di digitalizzazione delle banche. Un processo che finalmente sta prendendo quota grazie alla collaborazione con il FinTech, come sostiene anche un recente Osservatorio del Polimi. Ma da questo momento in poi il percorso dovrà assumere nuove forme, facendo evolvere sia le banche, sia le ex startup della tecnofinanza

Il modello del lending è vincente: lo ha dimostrato la pandemia e ora lo conferma anche PwC

La società di consulenza, in un aggiornamento del consueto report sullo stato dell’arte del FinTech, riconosce la grande vittoria delle (ormai ex) startup della tecnofinanza. E cita BorsadelCredito.it per il percorso fatto a supporto di PMI e banche

Lo abbiamo scritto e annunciato diverse volte sul blog: l’agilità e l’attitudine digitale del FinTech lo ha trovato nella posizione ideale per reagire alla pandemia e al lockdown senza perdere terreno – ma guadagnandolo – e offrendo strumenti all’ecosistema globale dell’economia reale. Ora lo conferma PwC in un aggiornamento straordinario del consueto report sullo status del FinTech, pubblicato ad aprile.