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Di cosa hanno bisogno le imprese (e come possiamo aiutarle)

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La fine delle moratorie è stata rimandata alla fine dell’anno. Una boccata d’ossigeno per le imprese italiane, che però devono iniziare a pensare a come affrontare il 2022. Allo stesso tempo, anche le banche devono prepararsi perché rischiano di essere travolte dalle insolvenze. Il fintech in questa situazione si pone come soggetto intermedio tra le imprese e le banche. Vediamo come.

La proroga a fine anno dei sussidi di Stato lascia ancora un po’ di respiro alle imprese italiane, anche se il rischio è che gli resti il fiato corto, se non si danno da fare per prepararsi al 2022. Ma nella slavina rischiano di finire anche le banche, perché emergeranno le insolvenze insabbiate dalla necessità di ammorbidire le regole e contestualmente entrerà in vigore la nuova Basilea che impone requisiti regolamentari stringenti. Se ognuno non fa la sua parte il rischio è grosso per il sistema.

Uno sguardo oltre la pandemia: cosa è cambiato – per sempre – nel mondo finanziario

La digitalizzazione, che abilita anche la sostenibilità, è la via per garantire una user experience snella e personalizzata, sempre più richiesta dai clienti anche quando comprano servizi finanziari. Ecco perché da questo punto non si torna più indietro 

Che la pandemia sia stata un acceleratore lo abbiamo sentito milioni di volte nel corso dell’ultimo anno. Che finita l’emergenza si tornerà indietro riprendendo tutte le vecchie abitudini, anche quelle cattive, idem. Ma se sulla prima affermazione non c’è dubbio che sia così, sulla seconda è bene mostrare alcune riserve. 

Il valore del FinTech (la tecnologia che migliora la finanza)

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Si parla spesso di algoritmi proprietari che consentono alle FinTech di essere rapide e flessibili. La realtà è molto più complessa: la piattaforma di lending si basa su una serie di software, ciascuno dei quali svolge una funzionalità che contribuisce alla valutazione della singola azienda richiedente (sintetizzata nello scoring). Ecco come funziona il sistema di BorsadelCredito.it, su quali tecnologie si basa e quali saranno le prossime evoluzioni

A cura di Ermete Romito, IT Manager di BorsadelCredito.it

Oggi tutti gli operatori del settore della tecnofinanza si fregiano di avere “tecnologie proprietarie”, di usare cioè machine learninganalisi predittivabig datablockchain. E sicuramente, chi più chi meno, tutti ne fanno realmente uso. Ma in che modo queste tecnologie disruptive vengono applicate per realizzare gli obiettivi del FinTech? Abbiamo provato a rispondere a partire dalla nostra esperienza di pionieri, dato che proprio sulla tecnologia abbiamo costruito la piattaforma attraverso cui oggi eroghiamo prestiti alle imprese in forme sempre più evolute e variegate.

Finanziamenti per le imprese: BorsadelCredito.it mette in campo 420 milioni di euro nel mese di maggio

collaborazione finanziamenti

Nuova cartolarizzazione da 220 milioni di euro con Azimut, Banca Ifis e Banca Intesa. La potenza di fuoco messa a disposizione delle imprese è ora di mezzo miliardo di euro: una cifra record per un operatore FinTech italiano. E rileva che la crescita della capienza dei fondi sia esponenziale. Ecco tutti i dettagli

È una primavera di rinascita per l’economia italiana. Deve esserlo, dopo gli ultimi 18 mesi pesanti per le nostre imprese vessate dalla rottura delle supply chain e dalle misure di contenimento della pandemia. Eventi che hanno costretto diversi settori a uno stop completo e tutti a rallentamenti che hanno avuto impatti più o meno gravi sui fatturati.

Identikit degli imprenditori finanziati da BorsadelCredito.it: non sono i Millennial i più numerosi a rivolgersi al FinTech

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I Millennial, la generazione nata dopo il 1980, a cavallo tra analogico e digitale dovrebbero essere i destinatari ideali del FinTech. Invece, secondo le statistiche di BorsadelCredito.it non è cosi: gli imprenditori che si rivolgono maggiormente alla nostra piattaforma hanno tra i 40 e i 50 anni

Tra le aziende finanziate da BorsadelCredito.it negli ultimi due anni, ci sono diverse PMI il cui anno di nascita si colloca dal 2015 in poi e il cui titolare è un Millennial. Qualche esempio? Una farmacia nella provincia napoletana, fondata nel 2019 da un trentenne; un produttore di bobine asciuga tutto o dedicate a settori professionali, alla cui guida c’è una ragazza nata nel 1994; una catena che commercializza prodotti al tartufo e tartufo fresco, con sede a Umbertide (Perugia) e 30 punti vendita in tutta Italia, nata nel 2016 dall’idea di un ragazzo ora 30enne.

Un 2020 da record per BorsadelCredito.it: boom di finanziamenti per le imprese

2020 boom finanziamenti

L’anno del Covid ha portato fortuna a BorsadelCredito.it: la prima società FinTech italiana del settore lending diventa cash positive nei 12 mesi più difficili per l’economia domestica. Ricavi in crescita del 460%, e un utile netto di 500mila euro. Record anche in termini di finanziamenti erogati, pari a 75 milioni nei dodici mesi e raddoppiato rispetto al valore cumulato tra il 2015 e il 2019

Abbiamo chiuso il bilancio consolidato per il 2020 con un utile netto di quasi mezzo milione di euro, ottenuto grazie ad un aumento esponenziale dei ricavi (dovuto a una forte crescita organica), che a fine 2020 ha superato i 4 milioni. 

È tempo di ricostruzione post bellica: ecco come le PMI possono ripartire

Ripresa PMI

Le PMI hanno tenuto, grazie alla solidità acquisita pre-crisi. Ma il livello tra debiti finanziari e MOL è sui livelli di guardia. E dunque è il momento di agire ripristinando la fiducia degli imprenditori che devono investire e facendo fluire liquidità al sistema attraverso una massiccia defiscalizzazione dell’economia reale

A cura di Antonio Lafiosca, Co-Founder & Chief Operating Officer di BorsadelCredito.it

È tempo di ricostruzione post bellica. Che passi per la massiccia defiscalizzazione dell’economia reale da un lato ma anche degli investimenti, tutti, nell’economia reale. È una via quasi obbligata per consentire alle PMI di investire e ristrutturarsi in vista della ripresa, che potrebbe anche essere, finalmente, alle porte.

Lombarda (o campana) con esigenze di liquidità intorno ai 90mila euro; più grande, strutturata e digitale: l’identikit dell’impresa che chiede credito a BorsadelCredito.it

Foto di Ivan Samkov da Pexels

Le imprese che si rivolgono al portale sono per il 75% micro, ma aumenta la quota di quelle più grandi (+13% rispetto al 2017). Sono in media più digitali (la metà ha un sito web) e quasi tutte (oltre il 97%) non hanno macchie sul fronte andamentale. Il settore preponderante di quelle che ottengono credito è il commercio, seguito da servizi e manifattura; un terzo delle aziende arriva sulla piattaforma dopo la segnalazione del commercialista o del CFO. E nel periodo della pandemia, ecco come hanno reagito alle batoste le nostre imprese

Fase 2: cosa fare per riprendere a camminare

Riaprono tutte le attività. Confindustria stima che la perdita di Pil sia vicina al 10% per il 2020, il doppio della perdita accumulata nel 2009 (post subprime). Lo scenario è pieno di rischi ma anche di opportunità per le imprese: ecco qualche suggerimento per prepararsi

La produzione industriale è calata del 28% a marzo e del 23% in aprile (stima): per il prossimo futuro le previsioni sono ancora cupe, come segnala l’indice della fiducia delle imprese, sceso a 31,1 per i beni e a 10,8 per i servizi – livelli mai visti prima se si considera che il 50 rappresenta il discrimine tra crescita e contrazione.

Cos’è (una definizione tecnica) e quanto vale il p2p lending in Italia

Il p2p lending è una tipologia di crowdinvesting: ovvero una forma di crowdfunding, in cui a fronte della raccolta di risorse finanziarie da parte di un’impresa (o di una persona fisica) viene prospettata all’investitore una remunerazione del capitale (questa è la definizione che ne dà l’Osservatorio sul Crowdinvesting del Politecnico di Milano).

Elemento chiave è la presenza di una piattaforma abilitante che attraverso Internet è in grado di non solo di mettere in contatto impresa e investitore, ma anche di finalizzare l’investimento. Oltre al p2p lending, sono forme di crowdinvesting l’equity crowdfunding (ovvero la raccolta di danaro attraverso la sottoscrizione diretta sul web di titoli partecipativi del capitale di una società) e l’invoice trading (la cessione di una fattura commerciale attraverso un portale Internet che seleziona le opportunità e sostituisce il tradizionale ‘sconto’ della fattura attuato dalle banche per supportare il capitale circolante. Gli investitori anticipano l’importo della fattura, al netto della remunerazione richiesta).